venerdì 19 giugno 2015

San Giovanni da Matera

20 GIUGNO
San Giovanni da Matera
Abate fondatore della Congregazione Benedettina di Pulsano
Invitatorio
Ant.: Questo è il mio riposo per sempre;
         qui abiterò, perché l’ho desiderato.  (Ps 131,14)

Ufficio delle letture
Inno
Jesus redemptor, omnium
Amor et desiderium,
Da Pulsanensem hodie
Ornemus dignis laudibus.

Amore Christi percitus,
Mundi spretis deliciis
Patrem matremque deserens,
Totum se Deo dedidit.

Carnem domans jeiuniis,
Vigilsque spiritum
Exacuens, per aspera
Ascendit ad caelestia

Ave, Pater dulcissime,
Joannes, Christo amabilis,
Tuo precatus servulos
Duc ad perenne gaudium.

Sis memor tuae patriae,
Concives tuos adiuva;
Fac ut virtutis aemuli,
Consortes sint in gloria.

Laus et perennis gloria
Sit Patri una cum Filio,
Sancto simul Paraclito,
In sempiterna saecula. Amen.


prima lettura Dal Libro della Genesi  28,10-19
Il sogno di Giacobbe
Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran. Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo.
Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.
Ecco il Signore gli stava davanti e disse: "Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza. La tua discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai a occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni della terra. Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questo paese, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che t`ho detto".
Allora Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: "Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo". Ebbe timore e disse: "Quanto è terribile questo luogo! Questa proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo". Alla mattina presto Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità. E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz.

responsorio                                                                          cf. Gen 28,13.15.16
Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale ti sei coricato la darò a te e alla tua discendenza. * Il Signore è in questo luogo.
Ecco io sono con te e ti proteggerò ovunque tu andrai.
Il Signore è in questo luogo.

seconda lettura
Dalla "Vita di S. Giovanni da Matera", ab. fondatore della Congreg. Benedettina di Pulsano.
Primi albori di una grande idea.
Giovanni non ama la solitudine per se stessa: l'ama come mezzo per ritrovare Dio e con lui trattenersi in intimo colloquio. Trovatolo e inebriatosi del suo amore, sente il bisogno di narrare, cantando, la sua felicità ed indicare ad altri la via di pervenirvi.
Per un felice contemperamento della sua natura, egli sa vivere egualmente bene la vita contemplativa e la vita attiva, sa nella solitudine piangere d'amore pei suoi fratelli erranti e nel tumulto dell'azione apostolica sa fare intorno a sé il silenzio, per udir la voce del suo Diletto. Onde non è meraviglia che, nella celletta solitaria appesa alla falda del Gargano, ove per un anno intero passa le notti in altissima contemplazione, egli ripensi con malinconia al suo luminoso, austero cenobio di Ginosa, e risuoni la salmodia che giorno e notte nel piccolo tempio di S. Pietro sonava si grave e solenne e affretti col desiderio il giorno in cui una nuova famiglia, come vite feconda, gli s'infoltisca intorno. Finalmente rompe gl'indugi e torna al santuario di S. Michele. Non sa che abbia a fare. Sente solo che Dio lo chiama a ritentar la prova: ma non ne conosce il modo e le vie. Una mattina ha una visione. Mentr'egli in mezzo a tutto il popolo prega fervorosamente e i canonici cantano Mattutino, vede una donna d'aspetto venerando, serena in volto e devota, che con la mano gli indica dove egli ha ad andare per costruirvi una chiesa. Non pronunzia verbo, la matrona, ma per una buona mezz'ora con cenni e con segni di croce lo istruisce su quello che ha da fare. Dopo, vede un giovane alto e di aspetto severo, che gli fa cenno di seguirlo. Egli si muove, in spirito però, e lo segue. Desto dal sonno dell'estasi, domandò ai vicini se avessero visto qualcuno a parlar con lui. "Nessuno!” risposero. Comprese d'essere stato visitato dalla Vergine Santa e forse da S. Michele. Si levò: prese con sé sei dei discepoli più affezionati e si recò difilato dov' era stato in visione con l’Arcangelo. Un’austera solitudine rocciosa detta Polsosano o Pulsano, presso Siponto dove riuniva i suoi primi figlioli e gettava le fondamenta della Congregazione Pulsanese. Era l’anno 1127.

responsorio                                                                cf. Lc 6,46-48; Sir 25,11
Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica vi mostrerò a chi è simile:
*é simile a un uomo che, costruendo una casa,
ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia.
Felice chi ha trovato il timore del Signore. A chi potrà essere paragonato?
é simile a un uomo che, costruendo una casa,
ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia.

orazione     O Dio, che attraverso una vita umile e nascosta, hai guidato S. Giovanni da Matera alla visione della tua gloria, rinnova in noi i prodigi della tua grazia e donaci la forza di seguire Cristo sulla via della Croce e salire con lui nella gloria del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.

Lodi Mattutine

lettura breve                                                                             Fil 3, 12-16
Fratelli non che io abbia gia conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo. Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù. Quanti dunque siamo perfetti, dobbiamo avere questi sentimenti; se in qualche cosa pensate diversamente, Dio vi illuminerà anche su questo. Intanto, dal punto a cui siamo arrivati continuiamo ad avanzare sulla stessa linea.

responsorio                                                    
L’ anima mia * ha sete di Dio.
L’ anima mia ha sete di Dio.
Il mio cuore anela al Dio vivente.
ha sete di Dio.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.
L’ anima mia ha sete di Dio.                                                           

Antif. al Ben.  "Voi che avete rinunciato a tutto, per il mio nome,
                      avrete in abbondanza la vera pace". cf. Mt 19,29

INVOCAZIONI   Fratelli eravamo erranti come pecore ma siamo tornati al Pastore e Custode            delle nostre anime. A lui diciamo con fede: Signore, illumina il tuo popolo.

Tu che sei la guida e il capo della Chiesa,
— aiutaci a seguirti operando la verità nella carità,

Tu che hai posto uomini come nostri pastori, per por­tarci il tuo annunzio di pace,
— apri i nostri cuori ad accogliere nel loro ministero di verità la  tua parola.

Tu che abiti nei nostri cuori, facci conoscere il tuo amo­re che supera ogni conoscenza,
— per diventarne i testimoni in mezzo ai fratelli.

Fa' che non ci lasciamo guidare dalla sapienza del mon­do e dei suoi dominatori,
ma dal tuo Spirito che ci rivela la vera sapienza nel mistero della tua Croce.

Tu che sei venuto per servire, aiutaci ad usare la nostra scienza e le nostre capacità umane,
— per un servizio umile, semplice, discreto, silenzioso dei fratelli.

Signore, la tua luce risplenda nelle nostre opere buone davanti a tutti gli uomini,
— perché rendano grazie al Padre che è nei cieli.

Padre nostro

orazione     O Dio, che attraverso una vita umile e nascosta, hai guidato S. Giovanni da Matera alla visione della tua gloria, rinnova in noi i prodigi della tua grazia e donaci la forza di seguire Cristo sulla via della Croce e salire con lui nella gloria del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.

TERZA  Ant.  Padre, come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo.

LETTURA  BREVE 1  Tm  4, 16   Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perse­verante: così facendo salverai te stesso e coloro che ti ascoltano.

II Signore ha scelto il suo servo,
guida e maestro del suo popolo.

SESTA  Ant.  Chi accoglie voi,  accoglie me;
                       chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato.

LETTURA  BREVE 1   Tm   1,   12  Rendo grazie a colui che mi ha dato la forza, Cristo Gesù Signore nostra, perché mi ha giudicato degno di fiducia  chiamandomi  al  ministero.

Non mi vergogno del Vangelo
è potenza di Dio per la salvezza.

NONA  Ant.   Noi siamo collaboratori di Dio nella sua Chiesa: voi il campo di Dio, l'edificio di Dio.

LETTURA BREVE 1 Tm  3,  13  Coloro che avranno ben servito, si acquisteranno un grado onorifico e una grande sicurezza nella fede in Cristo Gesù.

Se il Signore non costruisce la casa,
i costruttori lavorano invano.

orazione     O Dio, che attraverso una vita umile e nascosta, hai guidato S. Giovanni da Matera alla visione della tua gloria, rinnova in noi i prodigi della tua grazia e donaci la forza di seguire Cristo sulla via della Croce e salire con lui nella gloria del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.

VESPRI
INNO

Jesus redemptor, omnium
Amor et desiderium,
Da Pulsanensem hodie
Ornemus dignis laudibus.

Amore Christi percitus,
Mundi spretis deliciis,
Patrem matremque deserens,
Totum se Deo dedidit.

Carnem domans jeiuniis,
Vigilsque spiritum
Exacuens, per aspera
Ascendit ad caelestia

Ave, Pater dulcissime,
Joannes, Christo amabilis,
Tuo precatus servulos
Duc ad perenne gaudium.

Sis memor tuae patriae
Concives tuos adiuva;
Fac ut virtutis aemuli,
Consortes sint in gloria.

 Laus et perennis gloria
Sit Patri una cum Filio,
Sancto simul Paraclito,
In sempiterna saecula. Amen.

lettura breve                                            2 Cor 4, 6 - 7  
Fratelli Dio rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo. Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi.

responsorio                                                                      
Esultano i giusti * davanti a Dio.
Esultano i giusti  davanti a Dio.
E cantano di gioia
davanti a Dio.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo.
Esultano i giusti davanti a Dio.

Ant. al Mag.   cf. Sal 83,5  Beato chi abita la tua casa, canterà per sempre le tue lodi.


 
INTERCESSIONI Fratelli, il Dio della pace ha fatto tornare dai morti il Pastore grande, il Signore Gesù: egli ha costituito uo­mini che in sua vece guidassero il suo popolo verso pascoli di vita. Diciamo con fiducia: Signore Gesù, guidaci nella tua pace.

Ricordati, Signore, del nostro Papa N,
- sia docile all'azione dello Spirito, per poter discernere
in ogni circostanza la tua volontà, per il bene di tutta la Chiesa.    

Ricordati del nostro vescovo N, e dei vescovi del mondo intero:
- fa' che non reggano il gregge loro affidato da domi­natori,
ma in spirito di servizio, in unione con il Pa­pa e tra di loro.

Ricordati dei tuoi sacerdoti impegnati nel ministero pa­storale:
- fa' che siano fedeli alla loro vocazione, siano ricchi di vita interiore,
assetati di preghiera, siano disinte­ressati nel loro servizio, pieni di zelo e di amore ver­so tutti.

II tuo giogo è  dolce, il tuo carico leggero:
- a noi che lo abbiamo liberamente accettato,
concedi di non volerlo ora rigettare per amore di una falsa li­bertà.

Tu che nella tua misericordia ci hai rigenerati ad una speranza viva,
- dona ai nostri defunti l'eredità eterna.

Padre nostro


orazione     O Dio, che attraverso una vita umile e nascosta, hai guidato S. Giovanni da Matera alla visione della tua gloria, rinnova in noi i prodigi della tua grazia e donaci la forza di seguire Cristo sulla via della Croce e salire con lui nella gloria del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.




Die  20  Iunii
SANCTI  IOANNIS DE MATERA
ABBATIS
III  classis
Orario
Omnipotens sempi­tèrne Deus, ómnium bonórum institùtor et auctor, da nobìs ita confessó-ris tui loànnis Abbàtis instìtùtis insìstere, ut consociémur et premiis. Per Dominum nostrum.

Lectio   lIl
Ioànnes, Matèrae honèsto gènere ortus, adoléscens, Christi amó­re incénsus, ex patèrna domo aufugit, et primum in monastério Tarentinae insula; S. Petri, deinde in quadam Sicilia solitudine per biénnium asperrimis còrporis cruciàtibus sese exércuit. Genùsìum póstea se cóntulit per àliud biénnium, paréntibus incógnitus: patriae valedixit et in Cuneàto monte sancto Gulìélmo Vercellénsi sócium se adiùnxit. Apùliam peragràndo, in montem Gargà-num perréxit, ìbique monastérium Beatìssimae Virgini dicàtum escitavit, et cum discipulis, qui ùndique conveniébant eremiticam quandam Congregatiónem ìnstituit. Cum tan­dem ad sancti lacóbi monastèrium apud Fódias, mortem, cuius diem a decènnio prsedìxerat, sibi imminére cognovìsset, Angelórum visióne recreàtus, àni­mam mèritis onùstam Deo réddidit duodècimo kaléndas iùlias, anno millèsimo centésimo tri­gèsimo nono. Ipsius corpus sub altari in ecclésia sanctae Mariae Pulsani depositum, pòstea, anno millesimo octingentesimo trigésimo, quarto Kalendas novémbris, Materam translatum est, et in cathedrali ecclèsia depósitum, ubi magna re­ligìóne colitur.

N. M. 7/967 SACRA  RITUUM CONGREGATIO MATERANEN.

Ad humiles enixasque preces Exc.mi ac Rev.mi Domini lacobi Palombella, Archiepiscopi Materanensis, Sacra Rituum Congregatio, utendo facultatibus a Sanctissimo Domino nostro Paulo Papa VI tributis, suprascriptam tertiam lectionem in testo sancti loannis de Matera, Abbatis, die 20 iunii sub gradu III classis recolendo legendam benigne concessit. Servatis de cetero Rubricis. Contrariis non obstantibus quibuslibet, Die 23 martii 1967.

L+S.                                                      ascadius  M,  Card. larraona S.R.C. Praefectus
                                                                       + F. Antonelli, Archiep. a  secretis
Concordat cum originali.
IMPRIMATUR, Materae, 9 Aprilis 1967
                                                               + IACOBUS Archiepiscopus Materanensis

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